Approfittando di un ottobre decisamente caldo lo scorso week end siamo stati in Valle d’Aosta.


Abbiamo la fortuna di avere una nonna valdostana e vogliamo far conoscere ai nipoti i luoghi splendidi delle loro origini.


Sabato siamo stati a Barmasc, un paesino dopo Antagnod. Si raggiunge comodamente in auto e c’è un ampio parcheggio ai piedi della montagna, nei pressi del maneggio (che ad ottobre purtroppo è chiuso dato che in condizioni normali dovrebbe essere freddino).

Da lì parte il sentiero che è stato recentemente rinnovato con aree attrezzate per BBQ e picnic.


Ci piace l’idea di avvicinare i bambini alla conoscenza dei boschi e della natura, cose molto semplici, per assaporare il paesaggio e respirare aria buona. 


Ovviamente per i più piccoli è decisamente presto e non è quindi facile. Filippo se la gode nel marsupio (ancora per poco mi sa…!) mentre Olivia, che non ha ancora 3 anni, nonostante sia una roccia si lamenta presto della fame limitando il tempo di camminata e anticipando quello del pranzo ;).

Con Tobia va a meraviglia, ha 5 anni e mezzo e apprezza molto più di quanto mi aspettassi da un bambino piuttosto cittadino. Sui monti si sente libero di camminare, esplorare, seguire i sentieri e cercare le tracce degli animali. Si inventa storie e cerca di indovinare a chi appartengono gli escrementi, del perché ci siano dei segni sui tronchi e raccoglie rami per farne dei bastoni da camminata. Non si lamenta, anzi è felice e può veramente lasciarsi andare.


Ai bambini di oggi manca la libertà di correre, urlare e lasciarsi andare. Hanno la vita troppo organizzata e il tempo per lo sfogo è davvero risicato.


Percorriamo un primo tratto del largo percorso, deviamo sul vecchio sentiero per poi scendere lungo il prato e raggiungere il ristorante.

La prossima volta mi riprometto di preparare un pranzo al sacco perché lo spazio è immenso e perfetto per un picnic. Incontriamo infatti un padre che gioca a frisbee col figlio e due persone che fanno yoga; l’energia è davvero positiva e sarebbe fantastico rimanere più a lungo per “fare il pieno”.

L’energia è molto positiva anche alla Maison du Bracconier dove ci fermiamo per pranzo. Un ristorante semplice, genuino e sincero. Una baita molto curata, personale gentile e vista …. da urlo!!!!

Dopo pranzo portiamo i bambini a giocare nell’area attrezzata situata appena sotto il parcheggio; scivolo, giostrina, altalene…sono sempre una garanzia di successo!


Domenica il tempo ci regala un’altra splendida giornata e decidiamo finalmente di visitare il castello di Verres.

Solitamente lo vediamo illuminato la sera quando siamo di passaggio ed è oggetto di grande ammirazione da parte dei bambini.


Da anni ormai lo chiamiamo il “castello degli Avengers” perché mio marito aveva (erroneamente) capito che avessero girato lì il film (confuso col forte di Bard). 


Ci svegliamo sempre piuttosto presto ma non riusciamo mai ad essere pronti prima delle 11.30 …quindi prima di tutto ci fermiamo a mangiare visto che Olivia reclama cibo (strano eh???!).

Ai piedi del castello si trova il Ristorante La Tour, cibo buono e casalingo come piace a noi, non spicca però per simpatia verso i bambini.


“Capisco che al primo impatto la nostra allegra combriccola spaventi… ma vi assicuro che oggi erano davvero bravi!!! “

“Se devo fare un appunto generale, trovo che in Italia rispetto agli Usa il family welcome non sia sempre presente. In alcuni luoghi posso capirlo ma nei pressi di monumenti storici con accesso alle famiglie ci vorrebbe quel sorriso in più e un po’ di pazienza”.


Forse è una mia impressione, lo so, siamo rumorosi ma non molesti. I bambini sono abituati a stare a tavola anche senza iPad; si parla, si chiacchiera, si ride… ora che anche Olivia ha iniziato la scuola abbiamo più argomenti ed è un bel momento di condivisione. Questo vuole essere un suggerimento per i ristoratori….qualche giochino vecchio, un foglio e due matite colorate potrebbero aiutare a rendere l’attesa meno lunga!


La visita al castello parte dalla base rocciosa su cui erge, un tragitto a piedi percorrendo la vecchia mulattiera; una salita con grandi gradini in pietra lunga della durata di circa 10 minuti, si sconsiglia l’uso dei tacchi … ho visto donne faticare nella discesa!!!!

Per chi volesse fare una passeggiata più lunga, c’è un parcheggio all’ingresso del paese di Verrès, nei pressi del centro sportivo comunale. Per raggiungere il castello è necessaria una breve passeggiata che attraversa il centro del paese, che prosegue in salita sulla mulattiera nel verde per circa 20 minuti.

Quando si raggiunge il castello il panorama è stupendo (a parte l’autostrada).

Si entra dall’ex ponte levatoio e si raggiunge l’ufficio per la visita guidata.

La visita è gratis per i bambini <6 e per gli adulti ha un prezzo decisamente onesto 3€ a testa.

Una signora molto competente ci accompagna in gruppo e fa un racconto dettagliato.


Maestoso austero e imponente sono i 3 aggettivi che caratterizzano il castello.

Il castello sorge su un promontorio roccioso a picco sul torrente Evançon che domina l’abitato di Verrès.

E’ uno dei più famosi manieri medievali valdostani. Fu costruito da Ibleto di Challant nel XIV secolo, come fortezza militare, ed è uno dei primi esempi di castello monoblocco.

Esternamente, infatti, si presenta come un austero blocco unico cubico di 30 metri di lato, un cubo di pietra.

Per rendere la fortezza meglio difendibile ogni elemento è stato studiato ad hoc. Come vi ho già raccontato si accede a piedi tramite la vecchia mulattiera che sale lungo la montagna fino a raggiungere l’ingresso della cinta muraria, una volta accessibile solo tramite un ponte levatoio.

Il castello di Verrès è, nel panorama dell’architettura militare valdostana, la fortezza per eccellenza, infatti offre ai visitatori il rigore e l’austerità della sua architettura, oltre ad una irrinunciabile occasione per conoscere da vicino il sistema difensivo medievale fatto di botole, caditoie, feritoie, passaggi oscuri, saracinesche e ponti levatoi (cosa davvero rara per la Valle d’Aosta).

Il suo interno è arricchito con dettagli che lo rendono meno rigoroso: lo scalone del cortile maestoso ed arioso, le pietre lavorate che ornano le finestre, le porte ed i camini monumentali.

Ovviamente io non sono riuscita a seguire oltre i 6 minuti iniziali perché alla vista di sale enormi e molto pulite Filippo “scalpitava” per gattonare… come dargli torto…

Olivia si è arrampicata su qualsiasi finestra a guardare il panorama e Tobia ha analizzato ogni angolo con attenzione oltre a fare un reportage fotografico.

In sintesi per i bambini non era necessaria la guida ma purtroppo non si può visitare in autonomia. Probabilmente  se lo fosse non sarebbe così ben tenuto 😉 😉

Grazie alla splendida Val d’Aosta che anche questo week end è riuscita a sorprenderci!!!!