Oggi racconto di un posto speciale visitato lo scorso week end, un posto magico poco distante da casa nostra, uno dei tanti dei quali troppo spesso ci dimentichiamo.

In effetti, purtroppo, spesso quando penso ad una gita speciale con i bambini la mia mente vaga… lontano….verso luoghi lontani…

Devo sicuramente ringraziare le mogli straniere dei miei cugini Massimo e Nicola se ho deciso di riscoprire la mia Svizzera. Voglio far conoscere a mio marito e ai bambini la mia terra e i ricordi della mia infanzia.


Oggi abbiamo visitato il ghiacciaio del Rodano e la sua grotta.

Partendo da Minusio (vicino a Locarno) abbiamo raggiunto l’autostrada a Bellinzona e l’abbiamo percorsa fino ad Airolo (per chi arriva dall’Italia autostrada A2 da Chiasso direzione San Gottardo).

Siamo usciti ad Airolo e proseguito in direzione Valle Bedretto.

Subito all’imbocco della valle si trova il Caseificio del Gottardo.

Quanti ricordi riaffiorano nella mia mente. Che bellezza, adoro ripensare ai momenti speciali della mia infanzia!!! 

Il primo ricordo di oggi riaffiora qui, in prossimità del Caseificio, ricordo una giornata speciale con i miei nonni paterni e mio cugino Matteo. Il tutto è incorniciato in una bellissima foto a casa dei miei genitori, una delle più belle foto dei miei due nonnini insieme, una rarità.

Proseguendo sulla strada della Valle Bedretto rievoco altri ricordi: i tempi dei lupetti (scout), i campeggi, le gite lungo il fiume, i focolari notturni, la ricerca della legna, e la costruzione di casette, i canti attorno al fuoco e le grandi risate. Non posso certo dimenticare i frutti di bosco…mamma mia quanti mirtilli, lamponi e more mi sono mangiata!!!!

A bordo strada ci sono una serie di giochi all’aperto che sembrano davvero divertenti tra cui lunghi scivoli dentro tubi di acciaio che ovviamente catturano l’attenzione dei bambini, non ci fermiamo ma prometto loro che torneremo e  andremo anche a cercare mirtilli e fragoline di bosco che sono la loro passione!

La giornata non promette benissimo dal punto di vista climatico, è grigia e nuvolosa ma il mio ottimismo mi spinge comunque ad affrontare questa gita con entusiasmo e la speranza che oltre il passo della Novena il tempo sia diverso.

Salendo sul passo della Novena, Nüfenen, il panorama è spettacolare. La strada a serpentina che si inerpica verso il punto più alto della montagna e non ha nulla da invidiare ai parchi Nazionali in America, circondata da boschi e natura incontaminata; i colori in questa stagione sono meravigliosi, varie sfumature di verde, giallo, arancio e rosso.  In mezzo alla valle scorre il fiume Ticino, limpido e gorgogliante.

Anche stavolta l’inguaribile mamma ottimista viene accontentata, le nuvole lasciano spazio ad un caldo sole proprio quando arriviamo sulla sommità del Passo della Novena a 2478 m/sm (è il secondo valico alpino più alto della Svizzera dopo quello dell’Umbrail) ed offre un panorama mozzafiato.

Ci sono le tre bandiere: Svizzera, Canton Ticino e Canton Vallese che segnalano il punto di confine tra loro. C’è un ristorante ed un ampio parcheggio.

Scendendo dal versante del vallese raggiungiamo Gletsch im Obergoms, è un paese walser carinissimo ricorda proprio le cartoline con i paesi svizzeri, sembra quasi finta da quanto è bella. Da lì parte il treno a vapore del Furka che purtroppo non siamo riusciti a prendere (per la solita mancanza di organizzazione interna ah ah ah).

Proseguiamo il nostro viaggio sul passo del Furka, uno dei passi più famosi e conosciuti dai motociclisti; la strada è una delle più spettacolari che abbia mai visto con i suoi tornanti ripidi da brivido. Nessun’ altra strada in Europa scorre così vicina ad un ghiacciaio come quella che porta alla grotta del ghiacciaio del Rodano.

Nel 1964 Furkapass è entrato anche nella storia del cinema: alcune scene del film Goldfinger di James Bond, interpretato da Sean Connery, sono state girate qui, davanti al ghiacciaio del Rodano.

Dopo circa 10 km raggiungiamo l’Hotel Belvedere, c’è un ampio parcheggio e dalla spianata adiacente l’hotel si può godere di un panorama unico, vedere dall’alto la strada percorsa a serpentina è davvero impressionante!

Pranziamo nel piccolo ristorante/bar; il pranzo non è dei più economici ma abbastanza tipico, mi ricorda i pasti consumati sulle piste da sci da ragazza: Wienerli con insalata di patate e un bel bicchiere di Merlot (non guasta mai).

Per arrivare al ghiacciaio si passa attraverso ad un negozietto con vari gadget e souvenir, da grandi estimatori del genere, ci intratteniamo volentieri per una 20 ina di minuti.

L’ingresso per gli over 5 anni è a pagamento, 2 adulti e Tobia 22 franchi (si può pagare con carta ma aggiungono il 10%…why????).

Oltre il tornello si apre un altro mondo, spettacolare e totalmente diverso.

lo sguardo può spaziare sul Ghiacciaio del Rodano dal colore bianco/grigio e si può ammirare il panorama dalla piattaforma sul lago glaciale.

I bambini sono adeguatamente equipaggiati per la montagna ma comunque il sentiero a piedi è sabbioso e bisogna fare molta attenzione. Soprattutto Olivia che anche nelle passeggiate è piuttosto “fantasiosa” e rischia di finire col sedere per terra più volte. Per fortuna Filippo sta saldo nel marsupio per ora.

La grotta si trova a 2300 m. s.l.m., l’ingresso della grotta si raggiunge attraversando un piccolo ponte di legno.

Il tunnel di ghiaccio è di colore blu o meglio azzurro intenso, liscio e raffinato è decisamente suggestivo.

Tobia, memore delle esperienze estive nei parchi divertimenti, è piuttosto preoccupato e quando faccio il verso dello Yeti si prende uno spavento ah ah ah. 

Beh la mia mossa goliardica scatena anche in Filippo un pianto infinito che ci accompagnerà per la successiva mezz’ora tra grotta e ghiacciaio. Grande Mamma, good job!!!

La grotta è pazzesca, non è lineare è composta da vicoli, è illuminata con punti luce artificiali quindi a tratti è più buia e fa piuttosto freddo.

“Forse ci starebbero bene anche i guanti ecco, senza forse…i guanti mamma i guanti!!!!!!”

Con Filippo agitato per me è stato un po’ difficile goderla appieno ma al resto della famiglia è piaciuta molto.

Ci chiediamo come sia dormire nell’hotel Igloo…chissà forse un giorno proveremo questo brivido!

All’uscita ci dirigiamo verso il laghetto che è ai piedi del ghiacciaio.

Definirei lo scenario “lunare”, la luce è pazzesca e ne approfitto per fare le mie solite mille foto.

Tobia e Olivia invece mangiano la neve che adorano e possono in tutta tranquillità lanciare qualche sasso (almeno quì non rischiano di fare male a nessuno).

Il bel tempo ci abbandona, inizia a gocciolare e col sottofondo urlante del Signorino Ghi rientriamo alla base.

“E’ da tanto che non cammino sui sentieri ed è sempre una bellissima sensazione, mi sento ancora la capretta come da bambina quando andavo con i miei genitori nella nostra baita a Nadro.”


In conclusione gita breve ma intensa che consiglio vivamente. I bambini entusiasti, ricordate di portare vestiti e scarpe adeguate e guanti per la grotta.

Nota: Da ottobre a maggio la strada del passo è chiusa. Trovandosi nella zona più nevosa del paese, esiste quasi sempre il pericolo di forti nevicate e valanghe.

Grazie ancora per avermi seguita e alla prossima avventura!!!! Se vi va commentate con opinioni e suggerimenti!