INTERVISTA AL CHIRURGO, TUTTO QUELLO CHE NON SAPEVI SULLA DIASTASI ADDOMINALE 6

Al controllo post parto di Filippo, ovvero il mio quarto parto, il ginecologo guardò la mia pancia con sospetto, storse il naso e poi mi disse:

“Ops signora … qui c’e una piccola diastasi addominale”

Sono caduta dalle nuvole….

“Eh??? Una piccola che???”

Non avevo la più pallida idea di cosa stesse dicendo e questa notizia mi scombussolò parecchio!

Mi spiegò che i muscoli addominali dopo il parto non si erano più chiusi e che avrei dovuto consultare un chirurgo plastico per valutare un intervento chiurgico per ripristinarli.

ODDIO NON CI POTEVO CREDERE!!!

Essendo molto magra e più o meno tornata in forma come prima del parto, non mi ero accorta di nulla!

Pensavo solo che avrei dovuto riprendere le lezioni di pilates per tonificare. 

Nel frattempo ho scoperto che una mamma che incrocio tutte le mattine a scuola è un chirurgico plastico che si occupa anche di chirurgia addominale.

Beh dai vedi che ogni tanto parlare con tutti ha i suoi benefici ; )

…. mi alzo la maglia, la sommergo di domande e chiedo un consiglio al volo!!!

Mi tranquillizza, la mia situazione è nella norma, non necessito di nessun ecografia o intervento chirurgico ma devo assolutamente tornare ad allenarmi.

Lei è la Dott.ssa Claudia Cerato – Dirigente Medico Chirurgia Plastica – Ospedale Maria Vittoria

In questa intervista super dettagliata ci spiega tutto, ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla diastasi addominale: cosa fare, sintomi e cosa non sottovalutare.

Lei è la Dott.ssa Claudia Cerato – Dirigente Medico Chirurgia Plastica – Ospedale Maria Vittoria

COS’E’ LA DIASTASI ADDOMINALE?

La parete addominale è costituita nella sua porzione anteriore dai muscoli retti addominali (destro e sinistro) uniti sulla linea mediana dalla cosidetta linea alba (banda di tessuto connettivo), i muscoli retti si estendono dal processo xifoideo fino al margine superiore del pube.

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Per diastasi addominale si intende un allontamento dei due retti dalla linea mediana che è costituita da tessuto poco elastico ma comunque resistente.

L’aumentata distanza fra i due muscoli crea però un’area di maggior debolezza della parete che aumenta quindi la possibilità di comparsa di ernie addominali.

DA COSA E’ CAUSATA?

Spesso la diastasi dei retti è conseguenza della gravidanza a causa dello stiramento del muscolo retto addominale, operato dall’interno, dall’utero in continuo accrescimento.

La gestazione è infatti una delle cause principali della separazione dei muscoli retti addominali.

Sia la pressione interna del feto che l’assetto di un nuovo equilibrio ormonale, favoriscono l’assottigliamento dei tessuti connettivi.

Se la diastasi addominale si presenta in una gravidanza, maggiori saranno le probabilità che si ripresenti anche nelle successive.

Gravidanze plurime, aumento di peso eccessivo durante la gravidanza, peso del feto e l’età della donna sono fattori di rischio per il verificarsi della diastasi.

La diastasi addominale si può verificare anche in assenza di gravidanza e anche negli uomini.

Sforzi eccessivi e lavori pesanti così come l’obesità sono altrettanti fattori di rischio.

COME SI RICONOSCE LA DIASTASI ADDOMINALE?

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Spesso la diastasi dei retti non viene riconosciuta dalla paziente, soprattutto nel caso in cui sia di modesta entità (2-3 cm).

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Infatti diastasi di pochi centimetri non limitano in alcun modo l’attività delle pazienti.

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Nei casi più eclatanti si noterà un rigonfiamento della parete addominale con l’ombelico che sporge (nel caso di ernia ombelicale), altro segnale è  la cosiddetta “pinna”, una specie di cresta che si forma in corrispondenza della linea alba, che è ben visibile se si esegue una flessione addominale sdraiate sulla schiena (il “crunch”).

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QUALI SONO I SINTOMI?

Nei casi più importanti si può arrivare a ernie o laparoceli (impegno dei visceri attraverso l’area di maggior debolezza che si è venuta a creare) dolori alla schiena, alle anche e al bacino, incontineza, peristalsi evidente, difficoltà digestiva e respiratoria, gonfiore e nausea.

COME SI DIAGNOSTICA?

Innanzitutto si può fare un test di autovalutazione.

Consiste nello stare sdraiate, alzare le gambe unite e contemporaneamente il collo mettendo così in contrazione gli addominali e con le dita di una mano verificare l’effettivo allontamento dei due muscoli retti dalla linea mediana.

Se viene confermato è utile rivolgersi ad uno specialista che valuterà la situazione e completerà la diagnosi prescrivendo un’ecografia della parete e un eventuale risonanza magnetica.

COME SI CURA E QUANDO E’ NECESSARIO INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE?

Nelle forme lievi non è necessario alcun trattamento.

Può essere però utile indossare fasce elastiche o quantomeno mutande contenitive soprattutto nei casi in cui si facciano sforzi importanti.

Le forme più gravi vanno invece trattate chirurgicamente.

Distinguiamo due situazioni:

  • Nel caso in cui vi sia anche un eccesso cutaneo (la cosidetta pancetta) si può effettuare un intervento di addominoplastica estetica con riposizionamento dell’ombelico ed asportazione di losanga cutanea in eccesso e di plicatura della fascia dei muscoli retti sulla linea mediana.
  • Nel caso in cui vi sia solo una diastasi importante viene plicata solo la fascia dei muscoli retti con la possibilità di effettuare l’intervento con tecnica laparoscopica.
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Nel primo caso residuerà una cicatrice periombelicale ed una cicatrice lineare a livello pubico (tipo taglio cesareo ma più lunga) facilmente nascondibile con slip o costumi.

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Nel secondo caso solo delle piccole cicatrici in corrispondenza dell’inserimento degli strumenti da laparoscopia.

Nei casi più gravi quando la distanza sia davvero importante e/o coesista la presenza di laparocele può rendersi necessaria l’apposizione di una rete in quanto i due muscoli non riescono più ad avvicinarsi sulla linea mediana.

Il decorso post-operatorio prevede l’utilizzo di fascia elastica per circa un mese giorno e notte e poi per un ulteriore mese solo di giorno ed astensione da lavori pesanti per circa due mesi.

COSA E’ IMPORTANTE SAPERE?

E’ importante sapere che è assolutamente normale, a non molta distanza dal parto, che i tessuti connettivi siano rilassati.

Dopo qualche mese i tessuti riprenderanno la loro elasticità e ritorneranno nella situazione preparto (generalmente in 6 mesi).

Proprio perchè in gravidanza i muscoli si allontano dalla linea centrale è consigliabile utilizzare dopo il parto una fascia elastica o le mutande contenitive anche se il parto è avvenuto in maniera spontanea (anche se purtroppo spesso i ginecologi lo sconsigliano!!!)

COSA NON BISOGNA SOTTOVALUTARE?

Nei casi di diastasi addominale evidente il rischio maggiore è rappresentato dalla possibilità di comparsa di ernie a livello della linea mediana che non è più in grado di contenere adeguatamente i visceri.

Carissima Claudia, grazie di cuore per averci dedicato il tuo tempo.

E noi, care mamme, ricordiamoci di non sottovalutare la situazione, MAI!

Iniziamo con l’autovalutazione e se abbiamo dei dubbi consultiamo un medico!

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Grazie di cuore per l’affetto
Marie

Questo post è stato realizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato DIASTASI ITALIA ODV

L’associazione Diastasi Italia ODV da 3 anni è impegnata sul fronte della diastasi addominale ed offre un supporto gratuito alle mamme affette da diastasi.

Trovi tutte le info sul loro sito QUI e potete seguirli nel gruppo chiuso di supporto su Facebook “Diastasi Italia Official Group” che trovi QUI